La promulgazione delle leggi razziali, la triste vita nel ghetto, il dramma della deportazione vissuti attraverso il racconto di bambini e adolescenti. L’impianto scenico è costruito con moltissime scatole di cartone, con cui le attrici creano gli scenari senza descriverli nel dettaglio: una scena scarna ed evocativa, che lascia spazio a chi guarda per immaginare, e che proprio per questo rende la storia meno legata a un tempo e un luogo precisi — qualcosa che non riguarda solo le persone di quel periodo storico, ma che potrebbe accadere, e accade, ancora. Mano a mano che aumenta il numero delle vittime, gli scatoloni vengono tolti dalla scena: quello che resta, alla fine, è uno spazio del tutto scarno, che restituisce più di tante parole l’idea di cosa sia stato quel genocidio. Lo spettacolo è consigliato per ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 8 e i 14 anni.