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Trattenere il bosco

Sabato 24 ottobre 2026, ore 18.00

C’è un bosco che vive parallelo ai giorni ordinari, sotto la vita che si organizza, che produce e che consuma. Con il disegno mi piace percorrere quel luogo, dove abita un vero più profondo: lì, i fatti che chiamiamo «reali» si trasformano oltre il punto in cui finisce la storia che li racconta. Lì, un corpo perduto può diventare un lupo, o un vulcano, e un episodio inaspettato porta alla luce un nuovo strato di verità: invece di restare feriti o persi, i corpi si ricompongono in qualcos’altro, ognuno svelando una natura che era già lì, nascosta, in attesa di una forma nuova, che quasi sempre nasce dal dolore.

La mostra fa parte di Le stanze dell’arte, un percorso espositivo a cura del Comune di Legnano.

Dal 10 al 25 ottobre 2026, visitabile solo il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.

Chiara H. Savoia lavora da sempre su un doppio binario: il teatro e il segno. Dopo il liceo artistico, a diciannove anni, è tra i fondatori di RadiceTimbrica Teatro, e negli anni immediatamente successivi è invitata dal gallerista Pierugo Mozzoni a fare parte del progetto GASP!, esponendo, tra le altre cose, a Immagine Arte Fiera di Reggio Emilia, Arte Fiera di Bergamo, Vicenza Arte, Chiari e Geniali: sono anni di acrilico e colori accesi.
Il disegno le ha sempre permesso di dare forma alle idee per il teatro, e il teatro le ha insegnato a leggere lo spazio, e a cosa si può raccontare o evocare attraverso il segno. Sono percorsi che si nutrono vicendevolmente: grazie al lavoro con RadiceTimbrica Teatro ha potuto sperimentare a lungo nella costruzione di scenografie e nell’ideazione di costumi e oggetti di scena — una ricerca fatta insieme ai compagni Anna, Luca e Cinzia, il cui sguardo attento, critico e stimolante è da sempre parte fondamentale anche nella sua ricerca personale con il disegno.
Piano piano il colore ha lasciato spazio a una ricerca più intima: oggi sperimenta tecniche diverse, tra le quali la china nera resta la preferita. È lei a definire i lavori più recenti, esposti tra il 2023 e il 2025.
Il segno, in questi lavori, procede dalla stessa disciplina che regola la scena: attenzione al vuoto, misura del gesto, ascolto del materiale. La china sulla carta nera diventa un luogo dove l’altrove prende vita.

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