L’età che non passa
da "La più grande balena morta della Lombardia" di Aldo Nove
L’età che non passa è il tentativo evocativo di dare corpo e voce ai ricordi di un’infanzia che non si perde mai, poiché resta ancorata nello spazio del ricordo, come un’eco nel presente capace di condizionare il futuro. Il romanzo di Aldo Nove da cui nasce lo spettacolo è un catalogo di frammenti — ossessioni, paure, meraviglie di un’infanzia vissuta negli anni Settanta — dove il quotidiano più minimo si trasforma in mitologia privata, e stupore e terrore convivono nello stesso sguardo. Lo spettacolo restituisce questa sospensione in una grande camera bianca, dove tutto — anche i corpi in scena, vestiti di bianco — allude più che mostrare: una pagina ancora da scrivere, o forse già scritta e mai del tutto cancellata. Nel 2008 lo spettacolo ha ricevuto la menzione speciale al festival Nuove Espressioni di Milano, per l’originalità della scelta testuale e la freschezza e coralità della trasposizione scenica.