Chi Siamo

RadiceTimbrica Teatro nasce nel 1996 come progetto dedicato all’esplorazione del teatro inteso come atto di ricerca. La ricerca è il motore che orienta la compagnia, spingendola a sperimentare linguaggi, forme e dispositivi scenici anche al di fuori dei contesti canonici. Al centro del lavoro c’è l’idea del teatro come gesto politico: un’azione capace di aprire spazi di immaginazione, relazione e trasformazione. Per questo la compagnia sceglie di operare anche in periferie e province, là dove l’incontro con il pubblico si fa più autentico e il bisogno di visione, racconto e condivisione si manifesta con urgenza.

Nel corso degli anni RadiceTimbrica ha presentato spettacoli, letture sceniche e performance su tutto il territorio nazionale. Nel 2006 si costituisce come Associazione Culturale. Nel 2008 apre a Legnano (MI) il Teatrino Fontana, sede operativa e centro propulsore di attività: laboratori, seminari intensivi, incontri culturali, prove aperte e percorsi di formazione teatrale continuativa. Lo stesso anno riceve la menzione speciale al festival Nuove Espressioni di Milano per lo spettacolo L’età che non passa, per l’originalità della scelta testuale e la coralità della trasposizione scenica; nel 2009 vince ex aequo il concorso Up_nea con Ho il cuore dappertutto.

Dal 2016 la compagnia sviluppa, presso la propria sede, un ciclo di eventi irripetibili (installazioni, performance, visioni private) pensati per piccoli gruppi di spettatori, così come occasioni che coinvolgono centinaia di persone in spazi non convenzionali come castelli, boschi o aree industriali. Un progetto in continua trasformazione, oggi confluito in nuove forme.

Da oltre quindici anni, alla ricerca teatrale la compagnia affianca un lavoro sistematico di letture animate e laboratori nelle scuole, dall’infanzia ai licei, inteso come strumento di intervento culturale: un modo per opporsi all’omologazione dei linguaggi e dei modelli espressivi, per introdurre pratiche di ascolto e collaborazione dove tendono a prevalere logiche di performance individuale, per trattare la diversità come dato strutturale del lavoro collettivo piuttosto che come eccezione da gestire. Alla stessa attività affianca corsi di formazione rivolti ad adulti, insegnanti ed educatori.

Il lavoro con persone con disabilità occupa in questo percorso un posto importante, come territorio di ricerca a pieno titolo: il confronto con corpi, tempi e modalità di percezione distanti da quelli convenzionali mette in discussione gli strumenti stessi del linguaggio teatrale, costringendo la compagnia a inventare nuovi codici espressivi, nuove grammatiche del gesto e della voce. È un ambito che attraversa e alimenta la ricerca sul teatro nel suo complesso, al pari degli altri fronti di sperimentazione della compagnia.