Corpi paralleli, momenti di concentrazione condivisa
Il Teatrino apre le sue porte e resta a disposizione per un tempo comune. Si legge, si disegna, si scrive, ognuno nella propria pagina, nel proprio gesto, nella propria durata. Nessun programma da seguire, nessuna parola dovuta: la stanza accoglie chi arriva con un compito privato da portare a termine.
Il principio che sostiene questo formato ha un nome preciso: body doubling. Indica la presenza reale, fisica, silenziosa di un’altra persona impegnata nella propria attività, capace di ancorare l’attenzione di chi le sta accanto. Il corpo dell’altro, semplicemente concentrato sul proprio compito, diventa un punto fermo a cui la mente può agganciarsi quando tende a disperdersi. È una pratica nata in ambienti dove sostenere l’attenzione richiede un aiuto ulteriore, ed è diventata oggi una risorsa condivisa da moltissime persone, in un tempo che ha reso fragile per chiunque la capacità di restare su una cosa sola.
Corpi paralleli traduce questo principio in un dispositivo semplice: una cornice di tempo e di spazio dentro cui il lavoro solitario trova compagnia, come la scia di chi pedala avanti rende leggero il procedere di chi segue.

