Ogni persona porta con sé un territorio complesso, fatto di paesaggi ancora da esplorare. Da questo nasce la possibilità di costruire, per ciascuno, un percorso su misura: un tempo e uno spazio pensati attorno a chi li vive, non attorno a un metodo fisso da applicare a tutti. Gli strumenti, teatro, scrittura, disegno, corpo, respiro, immaginazione, sono materia grezza; la forma la decide la persona, insieme a chi la accompagna. Ogni percorso comincia con un primo incontro conoscitivo, che serve a prendere le misure. Per adulti, bambini e ragazzi, in presenza o online.
Ci sono bambini che hanno bisogno soprattutto di un luogo protetto: uno spazio dove esprimersi senza il peso del giudizio, della valutazione, dell’ansia della prestazione. È in quello spazio libero che imparano, poco alla volta, a fidarsi di sé.
Altri portano dentro una creatività compressa, che cerca da tempo un varco per uscire: qui trovano finalmente un canale forte, di espressione e di ascolto insieme, e da quell’apertura arriva anche il rilassamento, la tensione trova infine una via. Altri ancora faticano a parlare davanti agli altri, e il lavoro si concentra proprio lì: costruire sicurezza, imparare a occupare uno spazio pubblico con la propria voce. Con altri si lavora a livello simbolico, dando forma e misura a piccole paure.
In tutti i casi, è il gioco a compiere il processo: un momento fondamentale di apprendimento motorio e affettivo, di confronto con gli altri, di collaborazione e complicità, che apre l’accesso al mondo simbolico. I bambini di oggi hanno sempre meno spazio e meno tempo per giocare davvero, soprattutto con le mani, costruendo, toccando, manipolando. Per questo la manualità ha un peso importante nel lavoro: un gioco fisico, fatto con oggetti reali e non con schermi, dove il corpo partecipa e l’immaginazione si riattiva.
Crescere è anche imparare a stare nella complessità, del mondo e di sé. Il lavoro individuale con i ragazzi e le ragazze accompagna questo passaggio, cercando insieme a ciascuno il linguaggio che meglio gli somiglia.
I percorsi attraversano registri diversi, poesia, scrittura creativa, disegno, teatro, cercando per ciascuno la propria poetica interiore, il modo più congeniale per dire di sé. È un lavoro che scava a fondo nella creatività personale, per aprire un accesso a quel mondo di parole e di sentimenti che a quest’età è difficile trovare, e ancora più difficile spiegare agli altri.
Dentro questo lavoro c’è anche l’incontro con l’altro: imparare ad accogliere la diversità, leggere le proprie emozioni, costruire relazioni nuove con chi si ha accanto, il gruppo, i coetanei, gli adulti. La curiosità resta il motore di tutto: stupore e desiderio sono i punti da cui nascono le idee più originali, la voglia di collaborare, la capacità di vedere nella differenza una risorsa.
Per gli adulti è impossibile racchiudere in poche righe tutta la varietà di percorsi possibili. Si lavora con il teatro, la scrittura creativa, la poesia, il movimento, il respiro, l’immaginazione guidata, la meditazione, e anche con i tarocchi, usati come strumento di conoscenza di sé, mai in chiave divinatoria.
C’è un bisogno che ricorre spesso, oggi più che mai: allentare lo stress, trovare uno spazio dove lavorare secondo i propri tempi sul rilascio della tensione, sul respiro, sul rallentamento. C’è poi un lavoro più profondo. Da adulti si tende a cristallizzarsi dentro una forma, e la rigidità è il contrario della vita, che è invece scorrimento continuo, scoperta continua. Questi incontri diventano allora un modo per riscoprirsi, per riaccostarsi a parti di sé a cui si dà poco spazio, che a volte si credevano perdute, un lavoro di autentica rivitalizzazione. Anche i momenti di passaggio, un cambiamento importante, una perdita, una svolta, trovano qui uno spazio per essere attraversati.
Ci sono poi percorsi più mirati: per chi fatica a parlare in pubblico e vuole lavorare sulla propria performance, per chi desidera diventare più assertivo nella relazione con l’altro, o semplicemente per chi vuole prendersi un tempo tutto suo, dedicato a imparare qualcosa di nuovo su di sé.
Le persone con disabilità si trovano spesso a dover adattare continuamente se stesse a un mondo esterno che raramente parla il loro linguaggio. Negli incontri individuali succede il contrario: è chi accompagna a cercare la lingua della persona, seguendone i tempi e i modi, lasciando affiorare quello che normalmente resta nascosto.
Il lavoro si muove su due piani insieme. Da una parte è un momento di benessere autentico: per una volta la persona può esprimersi con i propri tempi, i propri modi, il proprio linguaggio, senza il peso costante dell’adattamento. Dall’altra, ogni incontro fa leva sulle sue caratteristiche, sui punti di forza da cui partire per sperimentare, rinforzare l’autostima, sviluppare abilità che tornano utili anche nella relazione con gli altri.
È un percorso cucito su misura, che resta nella dimensione individuale finché serve: solo in un secondo momento, se ha senso, si valuta un passaggio verso il lavoro in gruppo. Intanto, lo spazio e il tempo dell’incontro appartengono soltanto a chi lo vive.
In arrivo: coaching somatico Human Embodiment
A breve saranno disponibili percorsi di coaching somatico Human Embodiment. È un lavoro che parte da un principio semplice: ogni pensiero ha una forma nel corpo, ogni emozione una postura, un modo di respirare. Quando il cambiamento resta solo nella testa, spesso non tiene; quando passa attraverso il corpo, diventa esperienza viva.
Il percorso parte da un obiettivo concreto, costruito insieme, e da lì procede per tappe: si impara a riconoscere e a richiamare stati di calma e presenza, si dà voce e forma alle parti più critiche di sé fino a scioglierle in gentilezza, si va a cercare dentro il proprio corpo le qualità e le risorse di cui si ha bisogno, la forza, la cura, la lucidità, e le si allena a restare disponibili anche fuori dalla seduta. Un lavoro pratico, fatto di ripetizione ed esperienza più che di teoria.

