La sgrammaticata carriera dei folli
Scritti censurati dei ricoverati, cartelle cliniche e brandelli di lettere provenienti dai manicomi
Nel 2014 è stato pubblicato “Ammalò di testa”, un saggio di Anna Carla Valeriano, che raccoglie scritti censurati dei ricoverati, cartelle cliniche e brandelli di lettere provenienti dal manicomio di Teramo. A partire da questa lettura, cucendo questi intensi frammenti di lettere, è nato un piccolo monologo immaginario che ha trovato realizzazione proprio nell’anno in cui si sono celebrati i cento anni dalla nascita di Franco Basaglia, principale motore del concreto cambiamento della psichiatria, responsabile dell’approvazione della legge 180, che denunciò le istituzioni manicomiali fino a regolarne la chiusura. In manicomio, i bisogni dei ricoverati venivano oppressi. Aperte le porte dei manicomi, il malato poté esprimere, anche con voce prepotente, qualcosa che, non essendo più repressa, necessitava di essere compresa: siamo tutti creature rotte, piene di pezzi difettosi, imperfetti esseri umani. Nessuno di noi dovrebbe essere considerato un oggetto da aggiustare, da recludere o da nascondere. Occorre molto coraggio, al di là della salute e della malattia, per riconoscere e dialogare con le asperità dell’altro, ma la paura non deve fermarci.
La drammaturgia è di Chiara H. Savoia e Daniele Peraro, con le musiche originali di Maurizio Misiano e Diego Maffezzoni.
Lo spettacolo può essere fruito anche dagli studenti delle scuole Superiori, consigliato dai 17 anni in su, per i temi trattati.