Una vicenda raccontata più di cento anni fa da un grande narratore, ma straordinariamente attuale: Lucia, dopo una lite con il marito Giuliano, si rifugia dalla madre, non potendo più sopportare l’irascibilità del coniuge. I parenti di Lucia, però, non reagiscono come lei si aspetta e lo stesso Giuliano, quando giunge a dare spiegazioni del suo comportamento, accusa Lucia di essere la causa delle sue ire. Lucia è tra i personaggi più moderni del teatro di Svevo, ed è una donna che cerca una vita differente. Purtroppo, il desiderio di libertà e la ricerca della propria identità troveranno spazi angusti in una società che predilige ruoli codificati. L’unica voce autenticamente femminile è dunque quella di Lucia, perché è la sola a opporsi al sistema di regole che da sempre privilegia gli uomini, ed è per questo motivo che abbiamo scelto, in questa messa in scena, di affidare anche l’interpretazione dei ruoli femminili, con l’eccezione di Lucia, ad attori uomini. L’articolo 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne, stabilisce che: “È violenza contro le donne ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà”. Questa lettura scenica a più voci, restituisce a Lucia e alla sua storia l’occasione di essere ascoltate, per riflettere sui molteplici aspetti della violenza, che non è esclusivamente fisica, ma anche psicologica ed economica. Prevaricazioni che non lasciano segni tangibili, ma ugualmente gravi, difficili da denunciare perché si manifestano in forma indiretta e subdolamente si insinuano giorno dopo giorno.
Lo spettacolo è adatto anche per ragazzi delle scuole superiori dai 16 anni in su.